bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

martedì 30 marzo 2010

la bellezza non è un bisogno ma un'estasi


Alice Bailly, La donna dal guanto bianco, 1922.


"as a woman I have no country,
as a woman I want no country,
as a woman, my country is the whole world".

è lei.
Virginia Woolf, un genio, un assoluto genio femminile. si è suicidata. è pressoche' inattuabile e inverosimile pensare che una mente così, una mente che concepisce il proprio essere come parte di un tutto, non possa avere avuto le risorse per elevarsi dal malessere di vivere. ma è un'altra storia.

La citazione, questa sua, era all'inizio di una mostra. La mostra sull'arte delle donne che è stata presentata, marzo 2008, a Palazzo Reale.
Quel sabato ero sola a Milano. e sono andata a vedermi la mostra.
è stato prima di aprire il blog.
ma ora ci voglio ripensare e scriverne.
qualcuno ha stimolato la mia voglia di pensare all'arte femminile, all'arte nella concezione femminile, alla bellezza nell'arte femminile, alla bellezza femminile nell'arte. la bellezza femminile.
vedete un po' voi...
c'erano quadri che meritavano di essere visti.
io guardo, cerco con gli occhi quello che il pittore mi vuol far vedere. ammesso e non concesso che il pittore abbia qualcosa da farmi vedere, io guardo le immagini così come ascolto le parole. si tratta pur sempre di porre un ascolto. e in questo sono brava. si lo posso dire.
e ricordo di aver visto alcune, in mezzo anche a tanta fuffa, raffigurazioni incantevoli e sorprendenti: sguardi incantati, sguardi avvolti dal dolore, la sofferenza, l'anoressia, il colore, la fantasia, l'ironia, donne disegnate con grande maestria, con sguardo benevolo, affascinato, rapito, intenso, particolare, donne insieme, donne sole, donne e che donne. ho visto molti segnali.

naturalmente non penso che l'arte al femminile sia meglio di quella al maschile, lungi da me.
questa è un'operazione che, in generale, direi per qualsiasi cosa, proprio non mi interessa. non mi interessa rivendicare una supremazia femminile rispetto a un'inferiorità maschile. un mondo buono sorretto dall'utero e un mondo in rovina dominato dal pene. in nessun campo, in nessun modo, in nessuna accezione.
volevo solo prendere spunto da una mostra, sull'arte, femminile, sulla bellezza, perche' ho avuto modo di sostenere recentemente che l'immagine della donna in termini di bellezza è sostanzialmente immutato, al di la' delle mode, ma c'è chi mi vuole insegnare, probabilmente a ragione, che invece è mutato eccome e con grandi variazioni da cultura a cultura.
io però penso che la mutevolezza sia stata guidata a livello mediatico con un andamento esponenziale dall'avvento della tv e quello di internet e via dicendo, fino a traguardi infiniti di spettacolarizzazione universale.
penso che la donna sia stato oggetto di investimenti pubblicitari che ne hanno modificato l'immagine in previsione di una vendita che necessita continui rinnovamenti per poter accedere al mercato con replicato interesse. e il consumo è stato veloce, da parte degli uomini, ma anche, intendiamoci, da parte delle donne stesse. non vedo le donne come le vittime di questo andamento, le vedo corresponsabili, a volte con un inconsapevole candore -o semplice stupidità- davvero imbarazzante.
La mia impressione è che la patina delle pagine di una rivista o la sgranatura di una figura televisiva-cinematografica-computerizzata siano una dimensione tutta diversa da quella reale. soprattutto una dimensione che con la bellezza non ha niente a che vedere. mi dico sempre che un uomo, un Uomo, sappia riconoscere la bellezza al di là di un canone estetico indotto, mutevole e consumistico, che sappia trarre godimento dall'imperfezione.
perchè la bellezza vive dell'imperfezione. è da quella che si esalta tutto il resto.
è dal particolare imperfetto che si risale alla visione d'insieme.
nella perfezione c'è noia, ripetitività, prevedibilità.
nella nostra imperfezione, fisica e mentale, c'è tutto il mistero della nostra bellezza. è dalla stonatura che ci si eleva, dalla stonatura si ricrea lo spartito: solo chi ha la volontà di allargare lo sguardo ci vede nella nostra interezza.
come dice Gibran "la bellezza non è un bisogno, ma un'estasi", cioè non è un consumo necessario ma un andare oltre.
i quadri che ho scelto non rapprsentano necessariamente donne belle o belle donne, ma solo i quadri che hanno attratto la mia attenzione. perche' poi, cio' che conta e' solo questo.

buona visione.


Frida Khalo


Tamara de Lempicka


Carol Rama


Romaine Brooks


Romaine Brooks


Camille Claudel


Kathe Kollwitz


Sonia Delaunay


Marie-Louise Catherine Breslau

18 commenti:

pesa ha detto...

che il canone di bellezza che cercano di imporre i media sia mutevole è certo, anzi più che mutevole, oserei dire 'ballerino'.
è altrettanto vero che la bellezza reale si coglie al di la dei canoni imposti se, come dici bene, si riesce a vedere la persona nel suo insieme piuttosto che focalizzarsi su un singolo aspetto, necessariamente parziale.
mi sa che finiamo sempre li: solo con una visione globle riusciamo a cogliere la vera essenza delle cose (persone, realtà o situazioni che siano). e la parola chiave che ci permette di raggiungere questo livello è 'volontà'. a mio personalissimo parere l'hai centrata in pieno.
sono un po' meno d'accordo sull'automatismo che hai proposto in cui l'imperfezione è necessaria alla bellezza. direi piuttosto che la comprende, la completa, ne è parte integrante e naturalmente non può essere ignorata nella visione d'insieme che dicevi.
non conoscevo la poesia di gibran che hai citato e non ne afferavo il senso in questo contesto, tanto che me la sono andata a cercare.
le due battute finali chiariscono perfettamente tutto il concetto che hai esposto: "La bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio. Ma voi siete l'eternità e siete lo specchio.". è un concetto spesso riproposto da gibran: ogni cosa è già dentro di noi e sta alla nostra volontà ascoltarla e rivelarla nella sua completezza.
alla prossima

lupo ha detto...

ti dedico UN GIORNO CREDI di Edoardo Bennato. Ti consiglierei di vedere il film di Lawrence Kasdan IL GRANDE FREDDO (1983). Fammi sapere

Rossa ha detto...

Lupo buongiorno.
grazie della dedica e conosco il film. ti ho risposto sul tuo blog.
credo di avere bisogno di capire meglio sia perchè quella canzone, sia perchè quel film e sia perchè in questo post. va tutto bene???

Rossa ha detto...

l'imperfezione è attraente. è da lì che parte lo sguardo di chi sa guardare. non so sè è la volontà il vero punto. credo sia l'educazione allo sguardo. la capacità, come dicevo, di non consumare un oggetto, velocemente e senza assaporarlo, ma di gustarlo, di appropriarsene, di andare oltre. oltre è la parola.
io preferisco quella che ho scelto a quella che hai citato tu. quello dell'eternità è un concetto che da un sapore liturgico alla bellezza e non è quello che volevo dire. parlo anche di bellezza quotidiana, di un bella donna, di un bel quadro, di una bella canzone, di una bella giornata. oggi non mi sento ascetica, mi sento concreta.
grazie pesa.
bacio

pesa ha detto...

come al solito mi rimangono quelle due/tre parole 'nella tastiera' che mi impediscono di trasferire fedelmente il mio pensiero.
sull'andare oltre siamo d'accordo, ma è, appunto, un 'andare', ci deve essere una volontà, l'essere 'oltre' non è un cosa che 'succede'... così...
questo era il senso che volevo attribuire a 'volontà'.
la mia citazione della parte finale del pezzo di gibran non era nello specifico sul significato in se e per se o per l'accenno all'eternità, ma per stigmatizzare il concetto che qualsiasi sia la definizione è già tutta dentro di noi e sta solo a noi il volerla cogliere.
grazie a te, come sempre :-)
alla prossima

Clever Bastard ha detto...

so già che immagini quale dei quadri che hai messo mi piace :)
rappresente del resto il fisico di donna che preferisco.

quanto al post...concordo al 100%.
spesso faccio paralleli tra auto e donne per far capire cosa intendo io per desiderabile e bello.
del resto, sono mondi simili...le auto e le donne.
entrambe fanno perdere la testa...entrambe seducono prima con le loro forme e poi con il piacere che da viverle...e per quello che mi riguarda amo le auto "imperfette" (le famose muscle cars) e trovo noiose le auto perfette...le classiche berline tedesche...la Porsche ecc.

anche per quello che riguarda il marketing c'è un parallelismo.
una volta erano i designer che davano sfogo alla propria fantasia...oggi è il marketing che decide prima come deve essere fatta l'auto a chi deve somigliare ecc.

così anche per le donne...c'è chi dice come devono essere...ma poi ci sono le Donne che li mandano affanculo e sono semplicemente loro stesse, coi loro pregi ed i loro difetti.

inutile dire che amo le Donne

Rossa ha detto...

allora. sono andata a vedermi le muscle cars. ora ho capito. belle, mi piacciono. i tuoi parallelismi mi lasciano sempre stupita ma sono calzanti. non so se sono imperfette ma sono da "intenditori". e tu sei un intenditore secondo me, idipendente nelle tue scelte ma mai scontato.
so quale ti piace. lo so. piace anche a me. e' a tutto tondo una donna. piena. morbida. in attesa o gia' appagata. chissa'.

Rossa ha detto...

pesaaa. ho capito quel che dici, anche nella seconda specifica. ma io non sono d'accordo lo stesso. non e' una questione di volonta', ma di cultura. non hai voglia di guardare meglio, sai guardare meglio, conosci il guardare meglio e oltre. puoi metterci tutta la volonta' che vuoi ma se il tuo occhio non e' educato alla bellezza oltre il consumo io temo che non ci sia spazio per nessuna bellezza. anche la faccenda di avere tutto dentro di noi, idea platonica direi, non so bene se mi trova in sintonia. quel che ho dentro l'ho coltivato, mi e' stato insegnato, sono stata educata alla ricerca. l'avevo gia' dentro? a me piace pensare di no. che l'ho scoperto da sola. e lo esporterei a tutti quelli che amano la bellezza e hanno imparato a guardarla oltre gli stereotipi indotti.
ue' so stanca alla fine. devo spremermi il cervello con te...

Clever Bastard ha detto...

sapevo che avresti trovato la mia preferita...sarà che amo i monti...le morbide colline verdi...

Rossa ha detto...

ma questa signorina non è verde...è Rossa...come me. ma è ondulata, come una strada in salita verso un eremo.

Clever Bastard ha detto...

ho visto altri dipinti della tipa li...mia piace lei e come rappresenta le donne...ho letto che era bisex...e secondo me avevamo gli stessi gusti :)

Rossa ha detto...

si la tipa lì era veramente un tipo. i suoi quadri mi piacciono molto. e molto le donne che dipinge. mi sa che abbiamo tutti e tre gli stessi gusti.

Clever Bastard ha detto...

del resto...e correggimi se sbaglio...le donne rappresentate in sculture e quadri...affreschi, sono sempre comunque "morbide".

la venere di Botticelli non aveva il fisico da velina...

anche gli uomini...se ci fai caso...tutti col pisello piccolo...tipo i bronzi di Riace...solo che avavano anche i muscoli in evidenza...io invece solo il pisellino e un po' di ciccia...del resto non vivevano in Emilia...qua la cucina è spettacolare e non puoi non mettere su qualhe chilo

Rossa ha detto...

Ah guarda sulla questione ho questionato parecchio con Chiodofisso e questo post segue quella discussione, ma chiodofisso non si degna più di passare di qui, è un ragazzo inafferrabile. L’esimio architetto, amante di corpi longilinei e di lineamenti sottili, sosteneva che i canoni di bellezza femminili sono da sempre basati su un metro maschile e che mentre la figura dell'uomo, e le sue proporzioni , non sono cambiate, al contrario, la bellezza femminile ha avuto invece diverse fasi, che seguivano i gusti dei tempi. Io mi sono permessa di sostenere che i canoni di bellezza erano maschili ma relativi ai maschi e che, come dici anche tu, la bellezza femminile, da sempre, nell'arte e' morbida, e' tonda, fianchi forti, gambe tornite, sedere tondo, seno mai troppo florido. anche nella pittura moderna, le donne di Klimt, di Schiele non sono efebiche. mi sono permessa anche di dire che non è che prima vanno le anoressiche e poi più. anche quando ci sono gli scheletri in passerella agli uomini piacciono le donne vere, in carne, magre o tonde, ma vere. non è mutevole la bellezza femminile, è mutevole la commercializzazione, la sua rappresentazione. conosco bene le agenzie di pubblicità e sono le industrie che orientano il mercato, anche la donna lo è.
Ecco.

Ora la cucina emiliana fa andare fuori anche me, che sono in carne e ossa, e forse dovrei venire io dalle tue parti Kermit. Tua miss piggy.

BaciSegreti ha detto...

C'è tanto in questo post, anche cose che non condivido, almeno non in toto. Cos'è la bellezza? Non credo si possa dare una definizione univoca sulla bellezza di una Donna. Ognuno di noi ha storie pregresse che rendono bello ciò che per un altro può essere meno attraente. E' chiaro che la bellezza non è perfezione. Almeno non la bellezza che ti suscita emozioni, che ti rapisce e ti porta lontano, per sempre. Sono d'accordo che la bellezza nasce dall'imperfezione... l'ho sempre sostenuto, ognuno di noi ha delle parti belle, basta saperle trovare e avere il coraggio di conoscerle. La perfezione spaventa, in principio, e annoia, alla lunga. La perfezione dei corpi che ci propongono in TV non è bellezza, e qui non sono pienamente d'accordo col post, o forse non ho ben capito il significato delle tue parole. Quelle donne perfette, o quasi, vanno bene per un impatto immediato, per vendere un prodotto... per un'avventura di una notte. E' una bellezza con la B minuscola, una bellezza forzata che lascia il tempo che trova. Una bellezza perfetta alla lunga uccide. Il mondo è ben lontano dall'essere perfetto. Tutti noi siamo imperfetti... chi riuscirebbe a vivere con una donna perfettamente bella? Per me, quelle sono bellezze solo da guardare, non da vivere. Le bellezze da vivere sono altre, quelle dei ritratti di Virginia Woolf, ad esempio.

Rossa ha detto...

una lacrima mi scende sul viso. Occhi neri, sei tu...un bel commento non c'è che dire. alla fine, scusa, su cosa non sei d'accordo? anche tu devi dire che non sei d'accordo perchè, insomma, non si può essere sempre d'accordo. la perfezione dell'accordo...stona. no?
la bellezza si vede nella discontinuità, l'occhio si assuefà. la bellezza si vive nell'intermittenza.
baci, baci segreti.

Clever Bastard ha detto...

infatti Red Passion...la rovina di tutto è il marketing...pilotano i gusti di persone che non non hanno gusti

Rossa ha detto...

intanto tu ti sei appena svegliato...vigliacco.