bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

venerdì 6 dicembre 2013

Dies Irae

tra le cose che non so c'è la musica.
c'è solo una cosa che so molto bene, e non so come mai la so così bene, ed è la Messa di Requiem in Re minore K 626, l'ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart.
e quando dico che la so intendo solo dire che ne conosco le parti, il testo, la sequenza. solo questo.
forse non è sufficiente per dire che ne so, ma, per i miei standard, non c'è brano di musica classica che io conosca meglio di così.
e, come sempre accade quando si sa, non c'è brano di musica classica di cui possa godere di più.
occasione al volo, a Milano, Requiem di Mozart alla Basilica di San Marco eseguita dall'orchestra dell'Associazione Mozart Italia di Milano. esecuzione scadente, l'ho capito perfino io, orchestra e archi da buttare via, meglio il coro, la componente più scuotente della Messa, si sa.
la mia passione nasce moltissimi anni fa alla visione del film di Milos Forman, Amadeus.
un film adorato da mia madre e che io vidi al cinema con lei e mio padre, giovane, giovanissima!!, di cui mi colpì ferocemente la scena finale, appunto la scrittura in punto di morte del Requiem.
un lavoro funebre che è intrecciato alle vicende della morte dell’autore: non sappiamo se sia vero che, come affermarono a distanza di anni varie testimonianze riconducibili alla vedova, Mozart avesse detto di comporre questo Requiem per se stesso; di fatto è significativo che un frammento del Requiem venisse eseguito a una cerimonia funebre svoltasi a Vienna a distanza di pochi giorni dalla scomparsa del compositore. al di là di mito e verità, quest'opera incompiuta di Mozart, scritta al termine della sua vita, malato, in miseria, è e fu il suo Requiem.
è vero anche che è un'opera incompiuta, in parte porta a termine da Franz Xaver Süssmayer, allievo del compositore, ma prima di lui erano stati coinvolti altri due allievi sotto il probabile coordinamento di un altro musicista vicino alla famiglia Mozart, l’abate Maximilian Stadler. è quindi vero che è un'opera che manca di uniformità, inquinata da interventi esterni e non certo sostenuti da un'ispirazione nemmeno lontanamente paragonabile a quella di Mozart. ma non importa, li perdono tutti, la potenza di questa Messa mi ha colpito per qualcosa che non so spiegare, qualcosa che mi sembra l'espressione di un talento smisurato, immortale, immenso che non ebbe in vita il dovuto assoluto riconoscimento e che celebra la propria stessa morte con un'opera che ha un alone ultraterreno. 
non me ne vogliano quelli che di musica ci capiscono sul serio, ma io avverto un tensione interna quanto ascolto quest'opera che nessun'altra musica potrà mai darmi, forse per una suggestione che io le affido, una fantasia di un abbandono estremo e smisurato in fin di vita che probabilmente il film di Forman ha impresso nella mia memoria di post adolescente.
ebbi la fortuna, sempre giovane, giovanissima!, di ascoltare le prove del Requiem sotto la direzione di Muti, alla Scala. un pomeriggio indimenticabile. Muti dirige, interrompe, riprova e io imparo tratti e sfumature e le note si imprimono in me. altra direzione, altra orchestra, non posso dimenticare la bellezza di quella esecuzione.
ed eccomi, ieri sera, pietrificata, nonostante la modestia dell'orchestra, a impazzire per il Dies Irae. cosa c'è di più potente del Dies Irae?

DIES IRAE (Coro)
Dies irae, dies illa,
Solvet saeclum in favilla,
Teste David cum Sibylla.

Quantus tremor est futurus,
Quando Judex est venturus,
Cuncta stricte discussurus!



e il Rex Tramendae.

REX TREMENDAE (Coro)
Rex tremendae majestatis.
Qui salvandos salvas gratis.
Salva me, fons pietatis.

e il Confutatis.

CONFUTATIS (Coro)
Confutatis maledictis,
Flammis acribus addictis,
Voca me cum benedictis.

Oro supplex et acclinis,
Cor contritum quasi cinis,
Gere curam mei finis.

e sentire la luce eterna che tutto avvolge, e avvolge lui, il grande compositore, nel Communio finale.


LUX AETERNA (Soprano e Coro)
Lux aeterna luceat eis, Domine, cum sanctis tuis in
aeternum quia pius es. Requiem aeternam dona eis,
Domine, et lux perpetua luceat eis, cum sanctis tuis in
aeternum, quia pius es.

non credo, in dio, ma in qualcosa credo alla fine, all'eternità della bellezza.

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